Ho ricevuto in prova un nuovissimo Nokia Lumia 800, così ho pensato di dare un seguito al mio precedente esperimento. Questa volta però darò ai miei test un taglio diverso, più orientato ad analizzare gli aspetti di business che stanno dietro la piattaforma Windows Phone 7, dai diversi punti di vista che ruotano attorno ad esso.

Innanzitutto quello dei designer/sviluppatori di software, categoria a cui appartengo, che devono decidere se e quanto buttarsi (e investire) in questo nuovo possibile ambito commerciale (ci sarà abbastanza mercato? per quanto durerà? avrà reali sviluppi futuri o resterà un hype del momento?).

Poi quello degli utenti, i veri utilizzatori finali del device e della piattaforma, perché per chi si occupa di design e user-experience è fondamentale capire “dove tira il vento” degli utenti, per anticiparne le mosse e progettare sistemi e interfacce in linea con le loro aspettative, presenti e future.

Ed infine ovviamente anche quello di Microsoft, che sta decisamente investendo su questa nuova piattaforma (e relativi paradigmi d’interazione, cosa non banale) per cercare di capire quale strada abbia deciso di intraprendere da qui ai prossimi mesi/anni, quali strumenti e tool mette e metterà a disposizione di designer, sviluppatori e utenti finali, insomma quali probabilità ci siano che Metro, sia in versione mobile (WP7) che in versione tablet/desktop (Win8), diventi un nuovo caso di successo (e di business) come è stato – ed è tuttora, anche se a mio avviso con iniziali evidenti incrinature – quello di Apple con la terna iOS/iPhone/iPad.

Perciò eccomi qua, con un Nokia Lumia 800 a disposizione.
Nei prossimi giorni comincerò a pubblicare impressioni e riflessioni di questa nuova esperienza. Stay tuned!

Non mi dilungherò troppo sulle conclusioni a cui sono arrivato in questa mia avventura/esperienza/sfida. Tutto quello che dovevo dire l’ho detto nei post precedenti.

C’è gente che si pone l’obiettivo di scalare il Monviso, altri fare il passo del Mortirolo in bicicletta, altri ancora di lanciarsi con il bungee-jumping. Per dimostrare a loro stessi che sono capaci di farlo. Io mi sono imposto di arrivare in fondo a questa cosa. Non è stato semplice: mi ha richiesto molto, moltissimo tempo ed altrettante energie mentali; l’impossibilità di prendere screenshot dello schermo mi ha costretto a workaround pazzeschi (grazie @emadb per tutte le volte che ti ho chiesto l’iPhone in prestito, per poter scattare le foto con la messa a fuoco, cosa che il mio non ha); ho dovuto ritagliare spazi e tempi al mio lavoro quotidiano (e al sonno) per scrivere i post e le recensioni. Ma alla fine ce l’ho fatta, e sono soddifatto di quello che ne è venuto fuori (e di quello che ho imparato).

Se dovessi darmi una risposta da solo, domandandomi se oggi comprerei un telefono con a bordo Windows Phone 7, la risposta è sì. Mi piace da matti, soprattutto per ragioni legate alla bellezza e all’estetica “pura” di Metro.
Non potrei permettermi però di usarlo come telefono principale: la mia interdipendenza verso l’ecosistema Apple-Mac-iOS è troppo forte, nel mio lavoro per poter rinunciare a certe comodità (come la sincronizzazione di tutto: contatti, calendari, posta, musica, applicazioni, ecc.)

Parlando di ecosistemi, c’è una cosa da dire però: oggi senza avere a disposizione l’ecosistema Google non si va più da nessuna parte: questo mio esperimento non avrei potuto farlo se prima non fossi riuscito a sincronizzare contatti e calendario (per altri immagino anche posta) fra il mio Mac e il telefono WP7. E per farlo l’unico modo che ho trovato è stato far fare da ponte al mio account Google (i miei contatti prima lì non c’erano, così come i miei calendari). Quindi… ognuno tragga le proprie conclusioni (e non sto parlando di big-brother ma di business!).

Oggi nel mondo del web (e di quella che una volta si chiamava “informatica” ma che oggi non ha più un nome preciso per definirla) ci sono tre grossi ecosistemi: Apple, Google e (a suo modo) Facebook. La domanda è: sarà in grado Microsoft di creare il proprio ecosistema, che si integri e allo stesso tempo competa con questi tre big-player? Al momento non vedo ancora il quadro d’insieme di casa Microsoft, per cui mi è difficile giudicare o fare previsioni.

Quel che vedo è da un lato un grosso divario dovuto a una “posizione di comodo” storica che adesso si sta rivelando un grosso peso, difficile a scrollarsi di dosso; dall’altro diversi segnali che qualcosa si sta muovendo: non solo l’accordo epocale con Nokia, il vero big-player dei dispositivi cellulari (parlo di hardware e di numeri assoluti), ma anche una diversa attenzione verso il mondo degli sviluppatori, una maggiore propensione verso l’adozione di standard condivisi, una maggiore attenzione verso aspetti di grafica, funzionalità, usabilità e più in generale di user-experience fino a non molto tempo fa impensabile.

Ecco, con questa osservazione (che porta in sè anche una piccola/grande speranza, ovvero che il nostro futuro lavorativo non sia lasciato in mano solo ai tre grandi player di cui sopra) termino il mio viaggio: domani renderò il “muletto” ai developer che me l’hanno gentilmente dato in prestito, e tornerò a usare a tempo pieno il mio iPhone, così come ho fatto negli ultimi due anni.

Vedremo se sentirò la nostalgia di tutti quei quadrati colorati e di quel lettering così speciale…

Metro è il code-name usato internamente da Microsoft per indicare il linguaggio di design usato nella progettazione delle interfacce e dell’esperienza d’uso di Windows Phone 7.

OK, ora prendete la parola “linguaggio di design” e affiancatela alla parola “linguaggio di sviluppo”, e capirete la portata di ciò che esso rappresenta: una codifica formale che va ben oltre le (pur complesse) guidelines e i manuali di stile.

Se avete letto gli altri post, saprete sicuramente che Metro è stata per me la vera scoperta e il forse anche il motivo di fondo che mi ha portato a questa esplorazione di Windows Phone 7: quando l’ho avuto per le mani, ho capito che era qulalcosa di diverso, di completamente nuovo, di alter (nel senso latino del termine)  rispetto a tutto il resto.

Riporto dalla documentazione ufficiale Microsoft (che potete trovare nei link) e sottolineo in grassetto quelle che sono per me le parole chiave:

The goal is to create contextual relevance through content – the user’s own content – so that using the phone is a personal experience. Metro design interfaces embody harmonious, functional, and attractive visual elements that encourage playful exploration so that the user feels a sense of wonder and excitement. A clear, straightforward design not only makes an application legible, it also encourages usage and can lead to delight.

Sempre dalla documentazione ufficiale:

We call it Metro because it’s modern and clean. It’s fast and in motion. It’s about content and typography. [...] A UI with white space. [...] Let’s make words beautiful.

Quindi è innegabile che lo scopo ultimo di questo framework di design sia proprio quello di rendere l’esperienza utente straordinaria, appagante, quasi un’esperienza estetica (estatica?).

E devo dire (dal basso della mia esperienza) che questa modernità, questa pulizia formale, questa centralizzazione dei contenuti attraverso la tipografia io l’ho vista realizzata in pieno (mentre per quanto riguarda gli spazi bianchi… beh lì devo dire che lì ci sono stati alti e bassi, talvolta qualcuno si è dimenticato del ruolo del “bianco” e ha esagerato con il nero).

In conclusione:

  • trovo che Metro sia un fan-ta-sti-co paradigma di design e interazione
  • ha un potenziale commerciale enorme
  • spero che Microsoft & Nokia sappiano sfruttarlo correttamente, senza però stravolgerlo
  • gli elementi che lo rendono unico sono per me il colore, la tipografia e il “piano infinito”
  • come designer ho davvero molto da imparare dalla documentazione di Metro
  • tenere sempre a mente: “Content, not chrome”

Ok, è arrivata la mia fermata, devo scendere… :-)

Alcuni link utili per chi vuole approfondire gli aspetti funzionali e/o di design+interazione:

L’attività di ricerca tramite Bing su WP7 è molto preminente, sia dal punto di vista software che soprattutto da quello hardware. Il bottone “search” sempre a disposizione permette di accedere alla pagina nativa di ricerca, molto “Bing-style”.

L’elenco dei risultati e (ovviamente) in stile Metro, anche se avrei preferito lo sfondo chiaro (si è capito?) perché sicuramente più leggibile, e in un contesto di valutazione dei risultati di ricerca in una lista, la funzionalità batte di gran lunga l’aspetto grafico.

Bella l’idea di suddividere in categorie i risultati di ricerca: nel mio caso ho visto sempre e solo “web” e “news” ma online ho visto restituire anche altre categorie (ad es. qui). Altrettando carica l’idea di mettere “widget” contestuali alla ricerca (ad. esempio il meteo).

Quando poi si clicca su un risultato, WP7 apre direttamente il link in una pagina del browser.

No comment invece sulla versione web/mobile di Bing: ho già detto altrove cosa ne penso.

E arriviamo al grande Leviatano delle applicazioni: Internet Explorer.

Devo dire che qui da un lato è il mio pane (facendo, della realizzazione dei siti web, una delle mie ragioni lavorative); dall’altro però c’è tutta la complessità di andare a scindere il comportamento di Explorer “nativo” – che sappiamo essere, nel bene e nel male, quello che è – dal comportamento specifico del porting di IE sulla piattaforma WP7.

Per questo non farò una recensione di “come funziona Explorer”. Semplicemente proverà a capire “come funziona il browser” su Windows Phone 7 (magari confrontandolo direttamente con Safari su iPhone).

Partiamo dagli aspetti tecnologici: da quel che ho potuto leggere in rete WP7 monta una versione del rendering-engine di IE7 con adattamenti per uso mobile: “Internet Explorer Mobile on Windows Phone 7 uses the desktop Windows Internet Explorer 7 rendering engine with some enhancements made for mobile layout, along with some scripting capabilities from Internet Explorer 8″. Quindi non è altro che il caro e vecchio Internet Explorer 7, compagno di mille battaglie! [Nota: alcuni rumors danno IE9 in arrivo su WP7: staremo a vedere.]

Lo user-agent comunicato al server HTTP è il seguente: “Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 7.0; Windows Phone OS 7.0; Trident/3.1; IEMobile/7.0; LG; GW910)” dove si può chiaramente vedere che l’engine è Trident e la versione software è MSIE7.

I plugin non sono supportati: nè gli Activex nè il player Flash (quindi, tanto rumore per nulla quando l’ha fatto Apple?). Sembra che arrivino nelle prossime release, ma per ora nulla di certo.

Essendo IE7, il supporto nativo per HTML5 è ancora lontano; stesso discorso per i CSS3.

Passiamo adesso agli aspetti di user-interface/experience: qui non c’è molto da dire, se non che la barra superiore dell’indirizzo web è stranamente posizionata/proporzionata (tara mia, tranquilli) e che forse i bottoni di chiusura delle schede sono un po’ bruttini (e poi perché limitarle a sei, le possibili schede?).

E’ possibile aggiungere un indirizzo alla start-page (come anche su iPhone) creando così uno shortcut velocemente accessibile per l’utente.

E’ inoltre possibile eseguire ricerche testuali dentro le pagine (a differenza che su Safari, dove talvolta capita che questa funzionalità verrebbe comoda anzichè dover scrollare e cercare in uno spazio così piccolo).

Passiamo ora alla visualizzazione delle pagine web vere e proprie. E qui devo dire che il “peso” del motore sotto il cofano si fa sentire tutto (nel bene e nel male). Nella galleria potete vedere un confronto fra diversi siti web (ilfoglio.it, corriere.it, google.com, bing.com, nosqlday.it e wufoo.com) visualizzati in Internet Explorer Mobile per WP7 e in Safari per iOS/iPhone.

[Nota: ho usato i siti del Foglio e del NoSQL Day come riferimento per il semplice fatto che, avendo scritto io il codice HTML/CSS/JS so bene come dovrebbero venire renderizzate le pagine e come dovrebbe comportarsi il browser]

Devo dire che mi aspettavo maggiori problemi nel rendering delle pagine più complesse (es. ilfoglio.it o corriere.it) invece il browser si comporta abbastanza bene. Certo, ci sono alcuni piccoli problemi di impaginazione/layout, ma poca cosa. Quello che ho notato è che il “calcolo” della dimensione dei testi spesso risulta sbagliato, o comunque viene alterato (immagino per tenere conto che si è su dispositivi mobili, ma lascerei che fosse il developer a occuparsi di queste cose, non il browser che decide al posto mio).

Dove invece IE7 arranca un po’ è nella parte di HTML più spinto, più “moderno”. Parlo di siti realizzati usando i tag semantici di HTML5, usando le media queries per adattare i layout alle dimensioni e all’orientamento dello schermo, facendo browser-detection per erogare siti in versione mobile, di geo-localizzazione per stabilire la posizione dell’utente; però non essendoci il supporto per tutte questi standard, c’è poco da fare. Un esempio su tutti, il sito nosqlday.it che è completamente inuttilizzabile così come è ora (per qualche motivo, non gestisce nemmeno lo zoom-in/zoom-out): occorrerebbe fare una versione ad-hoc per Wp7, anche se devo dire che è uno dei siti più “spinti in avanti” che abbia mai realizzato.

Sono invece rimasto positivamente sorpreso di come viene visualizzata la versione “mob” del sito del Foglio: a parte l’intestazione in alto che non si vedeva per un mio errore nelle dichiarazioni CSS (che sono state fatte pensando solo al target iPhone, e che ora ho corretto) per il resto funziona praticamente tutto; non è perfetto in ogni dettaglio, ma raggiunge egregiamente lo scopo di leggere gli articoli e le rubriche in un formato adatto ad un dispositivo mobile di piccole dimensioni.

Quello che invece mi manda davvero in bestia sono le pagine che ti aspetteresti fossero perfette e invece sono una ciofeca. Parlo della homepage di Bing. Ora, dico io: hai un OS Mobile che al momento non è diffusissimo e vuoi promuoverlo; hai un motore di ricerca che fa fatica a stare al passo con Google; ma non puoi fare un minimo di browser-detection e fare in modo che quando un utente di Windows Phone 7 va su Bing vede una pagina bellissima, non questa massa informe di testo e controlli buttati là, senza alcuna impaginazione, senza stile grafico e senza identità? Ma perfino Google si vede meglio, più in ordine, con le giuste spaziature e indentazioni, con il logo bello evidente e colorato. Essant’iddio!

Un’altra prova che ho voluto fare è quella di vedere come vengono renderizzati i form online e come viene gestita l’interazione con i controlli di input. Per farlo ho usato come test una pagina di demo del servizio Wufoo, dedicato appunto alla generazione di moduli online. Il risultato non è stato un granché, ma credo che sia dovuto alla forte interazione client-side (via Javascript) del modulo; quando ho fatto una prova con un modulo online più semplice, non ho riscontrato malfunzionamenti del browser.

Quello che ho invece notato, da utente, nell’interazione con i moduli online sono due cose:

  1. il passaggio da un elemento di input all’altro non è semplice: occorre cliccare sulla view-area (mentre su iPhone esiste il tasto “next) e lo zoom-in è eccessivo, per cui il risultato è che per compilare un form occorre continuamente fare zoom-in/zoom-out ed è fastidioso, al limite della rinuncia a completare il task.
  2. quando clicco su un “select” l’OS mi nasconde completamente lo schermo per mostrarmi l’elenco delle possibili “option” (su fondo nero!) ma credo sarebbe meno spiazzante se invece mi proponesse l’interazione su circa metà schermo (come su iPhone) lasciando così di sfondo il controllo su cui sto operando (e mi sento più sicuro di non sbagliare)

Nei miei test non ho fatto prove particolari su pagine che prevedano l’esecuzione di codice Javascript pesante/intenso; ma credo che essendo l’engine quello di IE7/IE8 non ci siano grossi problemi (immagino il limite sia più dato dall’hardware che non dal browser in sè).

In conclusione:

  • devo dire che il comportamento di Internet Explorer Mobile è tutto sommato egregio
  • speriamo che il passaggio a IE9 riesca a colmare le lacune “verso l’alto” del rendering-engine (HTML5/CSS3)
  • un piccolo sforzo da parte di Microsoft per supportare fin da subito la geo-localizzazione sarebbe stato preferibile (visto il tipo d’uso in mobilità)
  • nei prossimi progetti sarà interessante vedere cosa comporta, a livello di extra-effort, il supporto anche per Wp7

Nota: sul discorso homepage Bing: certo, l’utente probabilmente userà la ricerca nativa/il bottone hardware sul telefono; può starci, ma non è questo il punto. Il punto è che “se per caso” arriva a quella pagina, se per caso aggiunge la versione web/mobile di Bing alla sua start-page, se in generale – mi aspetto accada la stessa cosa – arriva su uno dei siti principali Microsoft, credo l’utente “si aspetti” di vedere una versione ottimizzata delle pagine per WP7 (nel senso che si vedono/si usano in modo ottimo). Volete dirmi che Microsoft non ha team interni in grado di fare questo lavoro e/o le risorse finanziarie per sostenernel l’onere? Maddai…

Ho notato uno strano comportamento del rendering engine dei messaggi email:

Di fatto, quando trova messaggi di dimensioni maggiori della view-area, non fa il resize automatico (per cui è poi l’utente a fare lo zoom-in se vuole); ancor più strano, quando l’utente fa zoom-out per vedere il corpo del messaggio a tutto schermo, il testo del messaggio non viene adattato allo schermo ma viene lasciato troncato!

Alcune cose di WP7 che non mi piacciono affatto, in ordine sparso.

Il fatto che spesso non c’è la “barra di stato” fissa in alto secondo me è un (grosso) problema: non si sa mai se si è connessi alla rete telefonica e il relativo livello di segnale, non si vede lo stato di carica della batteria, non si vede l’operatore telefonico, non si vede se si sta usando la wifi e  se sta trasferendo dati.
Secondo me sono dati importanti per l’utente, che preferisce sempre avere sotto occhio (in caso contrario, si genera ansia: sono connesso o no? ho quasi esaurito la batteria? ma sono connesso alla wifi o sto usando il prezioso traffico telefonico?) e per vedere queste informazioni – io almeno – non ho trovato altro modo che mettere in lock il telefono e poi schiacciare il pulsante di on/off.
Secondo me si può scegliere comunque la strada di nascondere la barra di stato, quando si usa quella parte per segnalare cambiamenti di stato o attività come nel caso di Twitter o posta elettronica; però poi devono tornare i simboli che mi dicono lo stato del telefono. Altrimenti dove altro posso sapere lo stato di carica della batteria?

Fra l’altro, le specifiche di Metro indicano che “c’è un sacco di roba là sotto”…

Update: mi suggeriscono, e confermo, che per far apparire la barra di stato è sufficiente fare un “tap” nell’area della barra stessa, e magicamente appare (fra l’altro con effetti di transizione molto carini).

Alcune cose di WP7 che mi piacciono molto, in ordine sparso.

Il bottone fisico “search” che funziona contestualmente all’attività che sto svolgendo: ad esempio se sono sul Marketplace e clicco search, la ricerca è limitata allo store; se sono nei contatti, cerca fra i miei contatti; se sono in una casella email, cerca fra la posta; e così via. Ovvio no? Però per chi come me è abituato alla “unified search” su iPhone (che spesso dà risultati che vanno a loro volta scansionati visivamente per trovare quel che si vuole), questo tipo di ricerca è sicuramente a minor carico cognitivo.

I suoni per le diverse azioni/segnalazioni: sono mooooolto “cool” (es: arrivo nuova email o messaggio, lock dello schermo, collegamento dell’alimentazione, spegnimento, ecc.).

L’idea di agganciare lo switch suoneria/vibrazione ai tasti del volume, e renderlo quindi software e non più hardware (vedi video).

Le “quick-actions” messe nella barra alta delle notifiche (es: pausa/play+next+prev e switch suoneria/vibrazione).

Per motivi di tempo, devo dire che non ho esplorato moltissimo lo store delle applicazioni (e fra l’altro non sono appassionato di games, dove invece vedo Microsoft spingere molto, quindi tutta quella “fetta di mondo” mi manca…).

L’impressione che ne ho comunque ricavato, ed è quella che vi riporto, è che al momento è un po’ povero di applicazioni, sembra mancare di varietà e offrire poca scelta. Non so, facendo passare quelle più votate o quella suggerite o quelle

L’altra impressione è che comunque il livello medio delle applicazioni (almeno quelle che ho visto “sfogliando” il catalogo) è tutto sommato basso. A partire dalle icone (dove invece nel mondo iOS sono ormai diventate una vera e propria forma d’arte) fino alla realizzazione grafica/visuale dell’interfaccia utente. Il che è tutto dire, visto che gli sviluppatori si trovano bell’e pronti sottomano gli elementi di UI e le linee guida di Metro!

L’altra difficoltà (questa è meno un’impressione, direi più una certezza) che ho trovato è che, per come è  stata realizzata la navigazione/consultazione/ricerca del catalogo sia “difficile trovare le applicazioni“. Nel senso, è difficile trovare quelle “belle”, distinguere quelle che valgono da quelle fatte nel weekend da un dev che voleva fare una prova, insomma separare il grano dall’oglio.

Boh, sarà forse perché sono abituato con l’iPhone, qui invece non ho ben capito come fare (e l’esperienza con le applicazioni per Wikipedia e YouTube è lì a dimostrarlo). Resta il fatto che secondo me una consulenza di qualche buon designer coadiuvato da un buon architetto delle informazioni potrebbe dare un taglio completamente diverso allo store (una su tutte: lo sfondo nero che dà un senso di pesantezza e oppressione indicibile?). Magari potrebbero rivolgersi a chi ha realizzato l’applicazione del Sole 24 Ore.

Una cosa che invece ho trovato molto positiva rispetto all’AppStore, in cui questa cosa non è minimamente prevista, è la possibilità di provare le applicazioni prima di acquistarle, in modo full e con una scadenza temporale (immagino) impostata dall’autore dell’applicazione.

Fra le cose più “brutte” che sono successe invece in questi miei giorni di prova, c’è stato il fatto che volendo acquistare una applicazione per prova (Feedtso, in particolare) il sistema di acquisto è andato in errore tutte le volte che ho provato, pur avendo inserito sicuramente i dati del mio account e della mia carta di credito (by-the-way: tutto via Internet Explorer su telefono, incredibile!).

E questo non è cosa buona: personalmente non ricordo mi sia mai successo (se non per mancata connettività) che il sistema iTunes mi abbia negato un acquisto, di qualsiasi tipo fosse (applicazione, musica, contenuto). Microsoft, riuscite a comprendere la frustrazione dell’utente per una cosa del genere? Avete presente cosa vuol dire “acquisto impulsivo” e come va gestito? Altro che user-experience…

Nota: anche il client web-based di Microsoft non ha nulla a che vedere con quello realizzato da Apple (confrontate questa pagina e questa pagina e poi ditemi fra le due quale è quella più accattivante e curata nei dettagli!).

Update: a onor del vero, oggi anche iTunes Store è andato in errore; però almeno il tentativo successivo è immediatamente andato a buon fine!